“La parola abbaglia e inganna perché è mimata dal viso, perché la si vede uscire dalle labbra, e le labbra piacciono e gli occhi seducono. Ma le parole nere sulla carta bianca sono l' anima messa a nudo.” (Guy de Maupassant, Il nostro cuore)
Livingston nasce come blog collettivo nell'aprile del 2007, per iniziativa di un gruppo di persone di San Benedetto del Tronto e dintorni , che hanno intenzione di usare questo piccolo spazio della rete, fatto di pixel e di byte, per annotare in poche righe quello che passa per la loro testa. Potete accedere a Livingston dall'indirizzo livingston.splinder.com, o cliccando sull'immagine sottostante.
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Clowns Blog è il blog collettivo dell'amico Daniele Lombardi, a cui Marco partecipa come autore. Potete accedere al Clowns Blog dall'indirizzo opinionsofaclown.splinder.com , o cliccando sull'immagine sottostante.
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7.03.2001
Postato da: Marco Falà - martedì, 23 dicembre 2008 - 18:07
Dopo alcuni mesi mi rifaccio vivo e annuntio vobis gaudium magnum che Storia di un Minuto cambia casa e si sposta da storiadiunminuto.splinder.com a www.storiadiunminuto.net.
Eh, sì, il vostro caro, dopo mesi di tentennamenti dovuti alle precarie condizioni di Splinder si è deciso a comprare un dominio. In sostanza mi sono messo in proprio.
Ci vediamo sul nuovo sito!
Postato da: Marco Falà - giovedì, 31 luglio 2008 - 22:11
Riporto interamente da un mitico gruppo di Facebook:
" Tutti prima o poi, nella nostra infanzia, siamo cresciuti vedendo i cartoni animati di Holly e Benji, i giaguari di quark, le pubblicità del cucciolone.
Uno di questi protagonisti della nostra età dell'oro è sempre stato Uan! Il roseo cane che conduceva Bim Bum Bam, lascia un ricordo indelebile nelle nostre memorie, ed una grande pagina della Tv si chiuse con la sospensione di quel programma.
Uan è stato il conduttore storico della trasmissione dal 1983 al 1990 con Pìolo, dal 1990 al 1999 con Manu, Marco Bellavia, Debora Magnaghi, Carlotta Pisoni Brambilla, Carlo Sacchetti e Roberto Ceriotti.
Con la cessazione della programmazione di Bim Bum Bam, Nel 2001, Uan, fu donato alla Scuola di Arte Drammatica "Paolo Grassi" di Milano assieme a Ambrogio e Five.
DAL 2005 SI VIVE IL DRAMMA:
L'appello di Sasaki Fujika (http://www.sasakifujika.net/) è illuminante a riguardo:
Il fatto: Uan, Five e Four - ovvero i tre pupazzi dell’adolescenza mediaset di chiunque sia nato fra il ’75 e l’80, furono infine “licenziati” e regalati ad una scuola di teatro. Ebbene succede che alcuni giorni fa sono stati rapiti.
Io prego i rapitori di dare notizie quanto prima, e metto a disposizione questo blog come ponte fra loro e il resto del mondo. Come dicevamo ieri sera in radio, attendiamo la foto dei nostri tre beniamini con Repubblica a testimoniare che sono vivi e in quale giorno. Vi prego, signori rapitori, Paolo e Manuela non dormono da due giorni.
continuando...
Fonte: Tgcom - Furto o rapimento non si sa. L'unica cosa certa è che gli obietti dei ladri che si sono intrufolati nella seda della Scuola di Arte Drammatica "Paolo Grassi" di via Salasco a Milano erano proprio le tre storiche mascotte delle reti Mediaset: Uan, Four e Five, per anni protagonisti di Bim, Bum, Bam, il programma per bambini condotto da Paolo Bonolis. Five era doppiato da Marco Columbro.
Per anni i tre pupazzi hanno allietato il pomeriggio di milioni di ragazzi, un'intera generazione cresciuta con i cartoni animati di Bim, Bum, Bam. Le mascotte, che erano gli originali di cui non esistono copie, erano conservati in teche di legno, insieme a manichini e burattini in via di catalogazione, nel seminterrato dell'edificio. Erano stati donati da Mediaset alla Scuola.
I ladri sono entrati nella scuola, nella notte fra giovedì e venerdì, e hanno portato via solo i tre pupazzi. E' anche scattato l'allarme, verso l'1.20 di notte, senza che però la vigilanza privata rilevasse nulla di particolare. Le indagini sono condotte dalla polizia. Chissà che presto, viste le modalità del furto, non arrivi una richiesta di riscatto.
PROPRIO COSI'. E' avvenuto anche questo orrendo crimine.
Uan e i suoi amici (di cui in realtà poco ci cale) è stato rapito, rubato, fatto sparire come fosse un normale Enrico Cuccia di peli rosa. La nostra infanzia gioiosa ha subito anche questa violenza a posteriori! Non è accettabile.
Questo Gruppo si staglia assieme agli appelli di Sasaki a favore della liberazione di Uan, sperando in una semplice ragazzata e non in qualche piano criminale ben più losco.
Uan appartiene a tutti noi, è nel nostro imprinting e non può restare in mano ad un gruppo di persone, ma a tutta la nostra generazione, che con lui ha condiviso le gioie e i dolori della crescita.
Postato da: Marco Falà - sabato, 26 luglio 2008 - 01:44
Ieri sera ho visto su RaiDue una puntata di La Storia Siamo Noi dedicata alla triste storia dei fratelli Peci.
Per chi non lo sapesse Patrizio Peci, originario della mia città, San Benedetto del Tronto, è stato il primo pentito delle Brigate Rosse.
Un uomo che ha permesso al Generale Dalla Chiesa e ai suoi collaboratori, con le sue dichiarazioni, di far luce per la prima volta sulla più grande organizzazione terroristica che l'Italia ricordi.
Tuttavia, il pentimento di Patrizio Peci determinò un cambio di strategia da parte delle BR, fino ad allora legate solo a delitti politici, che portò al sequesto e all'uccisione dopo 54 giorni del fratello di Patrizio, Roberto di 3 anni più giovane, antennista a San Benedetto, con tutta una vita davanti e l'unica colpa di aver vissuto da troppo vicino quelli anni caldi.
Il documentario, opera del sambenedettese Luigi Maria Perotti, si concentra, oltre che sull'aspetto politico e sociale della vicenda Peci, sul modo in cui i familiari stretti dei due giovani vissero quei momenti.
Una famiglia normale che da un momento all'altro si trovò coinvolta in un episodio troppo grande, e che fu ignorata dalle istituzioni, preoccupate di non dare nessun impressione di cedimento dello Stato.
Postato da: Marco Falà - sabato, 28 giugno 2008 - 11:44
Riporto uno stralcio di un articolo tratto dall'Independent sulla politica di sicurezza del governo Berlusconi.
Potete trovare l'articolo orignale qui.
Italy's "security emergency" is a strange and distracting phenomenon which has been brewing up slowly for the past decade as economic growth slowed to a stop. It intensified dramatically with the admission of Romania and Bulgaria to the EU in January of last year, and now bulks so large that it was the biggest factor in Mr Berlusconi's election victory and continues to dominate the media. It led to the decision last week to allow police numbers in the big cities to be augmented by up to 3,000 troops.
The issue is strange and distracting because it does not seem to exist, either statistically or as a fact of personal experience. Crime is not a big deal in Italian cities. There is no epidemic of burglary, mugging, bag-snatching, rape. Italy remains a country where it is pretty safe to walk the streets. Yet the government is behaving as if this were Colombia. And Colombia with a very special difference: that the supposedly soaring rate of crime is the work of one particular ethnic group, known as "nomadi rom."
Gypsies or Roma are visible in Italian cities as in the rest of Europe, and their number has increased. In Rome your subway journey may be made slightly less enjoyable by their accordions and violins and the appeals of their begging. Your eyes may be offended by the sight of them fishing in the waste bins, or hauling stuff home for recycling. Rome is so badly policed that small, utterly miserable squatter camps have sprung up in many places. They are a disgrace – unhygienic, unaesthetic – and have no place in a civilised modern country. But as the source of a "security emergency"?
Postato da: Marco Falà - giovedì, 26 giugno 2008 - 12:40
La storia è ormai nota, e come ha scritto bene Sofri rappresenterà un precedente che spesso verrà citato in futuro.
Sara Poma, giornalista di Rumore, autorevole magazine musicale italiano, ha preso una bufala nel recensire il nuovo disco dei Death Cab for Cutie, uscito col titolo di Narrow Stairs.
Grandi elogi e una recensione entusiastica, persino il titolo di disco del mese.
Dov è il problema direte.
Il problema sta nel fatto che il disco non era l'originale della band americana, ma un insieme di pezzi composti dai misconosciuti tedeschi Velveteen, diffusi in rete dalla band con la consapevolezza di farsi un po' di pubblicità.
Scandalo! Incompetenza musicale! Poca professionalità! La rete ucciderà la musica! Chi piu ne ha, piu ne metta.
Ecco, la notizia è che anch'io ho ascoltato per un mese, riascoltato, caricato sull' iPod, elogiato in pubblico, gli sconosciuti crucchi.
Tuttavia si puo trarre una buona riflessione.
Come sarebbe stato il giudizio di Sara Poma se avesse dovuto giudicare il disco sapendo che era di un gruppo sconosciuto, e non di una affernata band americana.
Avrebbe usato toni entusiastici o avrebbe classificato il gruppo come gruppo emergente che fa il verso ai death cab for cutie ma non ha la loro freschezza e immediatezza musicale?
Il dubbio sorge, anche perchè oggi spesso, l'industria musicale tende a separare il prodotto musicale, inteso come insieme di musica e canzoni, da uella che è l'esposizione mediatica di un gruppo.
Insomma, un grande baraccone della musica
Postato da: Marco Falà - lunedì, 16 giugno 2008 - 17:57
Mi inserisco per un secondo nella discussione da bar che anima in queste ore tutti i potenziali commissari tecnici italiani: il fatto che l' Olanda debba giocare sportivamente contro la Romania.
Ora, spiegatevi, quale deve essere l'espressione sul campo del concetto etico di sportività?
Sfinirsi per vincere quando si sa che sei già qualificato e primo? O rischiare, piuttosto, di prendere qualche ammonizione da scontare nella gare successive?
Se fossi io Van Basten, sinceramente manderei in campo a giocare il massaggiatore e un qualche dirigente accompagnatore.
Vabè, ora ditemi che, no, eh no, non va bene, non si preserva lo spirito dello sport, che è importante, e l'importanete è partecipare e fuffa.
Postato da: Marco Falà - giovedì, 05 giugno 2008 - 18:46
Ho spesso parlato nei miei post dei Massimo Volume.
La band capitanata da Emidio "Mimì" Clementi ha rappresentato, con suo linguaggio diretto e del tutto particolare, un caso unico e, forse ancora oggi senza eguali, nella storia del rock alternativo italiano.
I Massimo Volume, dopo aver pubblicato l'ultimo album, Club Privè nel 1999, si sciolsero nel 2002 per lo sconforto di tutti i fan.
I componenti del gruppo hanno intrapreso in questi anni altri progetti: Mimì si è affermato come scrittore con libri come La Notte del Pratello o L'ultimo Dio (ambientato in parte a SBT dove lo scrittore ha vissuto fino a 18 anni) che hanno permesso di comprendere le cause, i luoghi e gli episodi che hanno portato alla nascita della band; Vittoria Burattini e Egle Sommacal si sono trovati dei nuovi progetti musicali e sono riusciti a mantenere un discreto riscontro di pubblico.
Ora, la notizia circolava da un po' ma se ne è avuta la conferma solo da poco.
Il 12 luglio i Massimo Volume torneranno tutti assieme, in un'esibizione dal vivo, sul palco del Traffic Festival di Torino.
L'evento è stato voluto fortemente da Manuel Agnelli che per quest'anno cura ladirezione artistica del Traffic.
Non sappiamo ancora se l'esibizione sarà il preludio a una nuova era per il gruppo, o solo un evento singolo.
Resta il fatto che una bella storia degli anni 90 tornerà agli splendori di un tempo, magari solo per una sera, chissà.
Una sera, però, molto intensa.
Io ci sarò